Visualizzazione post con etichetta petrolio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta petrolio. Mostra tutti i post

martedì 10 gennaio 2017

In Spagna - da "la Vanguardia" e "SkyTG24" - 09 e 10 gennaio 2017








"Corridoio protetto" per i cetacei
a rischio per il petrolio.








Isabel García Tejerina

Il progetto annunciato dal ministro dell’Ambiente rischia di scontrarsi con due iniziative che mirano a individuare gli idrocarburi presenti nella stessa area, fra la costa continentale del Paese e le Baleari. Nel Mediterraneo problemi comuni.







Il ministro dell’Ambiente spagnolo, Isabel Garcia Tejerina, ha annunciato, alla Conferenza della Convenzione di Barcellona, un progetto che mira a realizzare entro il 2018 un corridoio di migrazione fra il nord e il sud del Mediterraneo per balene, delfini e balenotteri. Tuttavia l’iniziativa del ministro potrebbe scontrarsi, come riferisce il quotidiano "La Vanguardia", con gli interessi per la ricerca del petrolio. Proprio in quella stessa area, infatti, tra le coste della Catalogna e le Baleari, sono in attesa di approvazione da parte del ministero dell’Energia di Madrid due progetti per la valutazione della presenza di idrocarburi.


Un corridoio protetto – Il progetto annunciato a Barcellona dal ministro spagnolo Tejerina prevede di dichiarare la zona fra la costa continentale della Spagna e le Baleari “Area specialmente protetta di interesse mediterraneo” (Aspim), ovvero la denominazione che viene assegnata ai siti che rivestono un ruolo chiave per la conservazione della biodiversità. L’obiettivo è sostanzialmente creare un corridoio “protetto” che possa consentire la migrazione in sicurezza di balene, balenotteri e delfini dall'area a nord del Mediterraneo a quella meridionale. L’ambizione sarebbe quella di completare questo progetto entro il 2018.

Gli interessi petroliferi – La creazione di un corridoio marino per proteggere i cetacei, però, rischia di imbattersi nei due progetti di ricerca del petrolio che hanno interessi nella stessa area, tra la penisola iberica e le Baleari. Iniziative ancora in attesa di approvazione da parte del ministero dell’Energia di Madrid: per determinare la possibile presenza di idrocarburi, dovrebbero essere impiegati cannoni ad aria compressa, i quali potrebbero danneggiare la fauna presente nell’area, proprio ciò che il ministro Tejerina vorrebbe evitare.

Ricerca petrolio dannosa per la fauna marina – “Alianca Mar Blava” è una ong spagnola che tra gli obiettivi principali ha la cessazione delle esplorazioni per la ricerca di idrocarburi nel mar Mediterraneo. È stata proprio questa associazione a far emergere il conflitto di interesse tra il progetto sostenuto dal ministro dell’Ambiente e le due iniziative di ricerca del petrolio nella medesima area. Ma ha fatto anche di più. La Ong, infatti, ha scritto direttamente al ministro dell’energia Alvaro Nadal, da cui dipende l’autorizzazione dei progetti di ricerca degli idrocarburi. Nella lettera inviata a Madrid, ha sottolineato come le onde acustiche sottomarine prodotte dai cannoni ad aria compressa potrebbero provocare “danni fisiologici irreversibili” ai cetacei, nella stessa area che dovrebbe essere dichiarata “protetta” se il progetto del ministro Tejerina andasse in porto.














Mappa delle "Aree specialmente protette di interesse mediterraneo"

domenica 27 settembre 2015

La "provocazione" di Maurizio Bolognetti (Radicali Lucani)


"Tutti No-Triv? E allora, più trivelle per tutti"




Il conformismo anti-perforazioni petrolifere, soprattutto in Basilicata, stimola l'esponente radicale a riflessioni di cui tener conto.





Maurizio Bolognetti
"Sapete che c’è? Visto che Pittella e Lacorazza, folgorati sulla via di Damasco, hanno subito una trasfigurazione e si sono collocati sul fronte no-triv, per garantire un minimo di contraddittorio fonderò l’associazione “Più trivelle per tutti”, collegata a una sorta di telefono azzurro del petroliere. Con buona pace dei novelli referendari non riesco ad allontanare la sgradevole sensazione di un gigantesco gioco delle parti, messo in piedi per guadagnare tempo e ammutolire le voci di coloro che hanno provato a far riflettere su scelte miopi.

Un minuto dopo l’approvazione del cosiddetto Memoradum, avvertii che stavamo per incamminarci sulla strada che ci ha portato allo Sblocca Italia, attraverso i Decreti Liberalizzazioni e Sviluppo. Tutto inutile, nessun ascolto da parte dei referendari di oggi, che di volta in volta hanno inneggiato al Memorandum, si son vantati di aver vinto partite immaginarie, hanno addirittura anticipato i contenuti dello Sblocca Italia. Intanto, mentre Potenza discute e getta fumo negli occhi, Viggiano e la Val d’Agri, Corleto e l’Alta Valle del Sauro continuano a “bruciare” e si va avanti con la politica di un colpo al cerchio e uno alla botte.

W la revolucion delle mezze maniche e delle mezze calzette, delle V e VI linee, dei pozzi di reiniezione e dell’occupazione manu militari di una regione a sovranità limitata.

Sì, ho deciso! Si parte qualunquamente con l’associazione “Più trivelle per tutti” e contestualmente con il lancio di alcune proposte. Diciamo una sorta di decalogo:

- al posto del culto della Madonna di Viggiano, patrona della Basilicata, si istituisca con legge regionale il culto dei Santissimi Marcello e Piero Referendari, con annesso pellegrinaggio obbligatorio al Centro Olio Val d’Agri.

- la Regione Basilicata chieda l’iscrizione honoris causa ad Assomineraria;

- la Regione Basilicata cambi il suo stemma, sostituendo i quattro fiumi con i più appropriati “Falce, Barile e Trivella”;

- si costruisca un muro perimetrale attorno al Consiglio regionale e lo si faccia dipingere dal Presidente di Confindustria Michele Somma;

- al posto della statua di Verrastro, che probabilmente non ne può più di veder passare

tutti i giorni trasformisti e voltagabbana, si collochi il mezzobusto di Eugenio Cefis;

- sui principali monti lucani si facciano scolpire i profili di Pittella, Lacorazza, Romaniello, De Scalzi e Tabarelli in versione “barbudos”;

- si istituisca il premio regionale “Tecnoparco” e lo si assegni alla personalità lucana che nell’anno solare si è maggiormente distinta nell’assecondare gli interessi delle compagnie petrolifere;

- la Regione Basilicata chieda di essere annessa agli Emirati Arabi Uniti;

- nelle scuole lucane si introduca l’insegnamento della “Teologia della trivellazione”;

- si garantisca una fornitura a vita di cozze del Mar Piccolo al governatore pugliese Emiliano;

Per iscrizioni e info www.hastalatrivellasiempre.org

Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani"

giovedì 24 settembre 2015


No-triv Basilicata



Il Consiglio di Stato deciderà sulle richieste di prospezione petrolifera della compagnia AleAnna Resources Ltd.




In Puglia, nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia, era già andata male alla società statunitense





venerdì 28 agosto 2015


Petrolio in Val d'Agri e contrasti cromatici


Interessante reportage di Maurizio Bolognetti su radioradicale.it nel mondo dei pozzi petroliferi in uno degli angoli più belli e naturalisticamente più importanti d'Italia



L'Eni ha fatto dipingere con un murales, realizzato dall'artista messicano Raymundo Sesma, il muro perimetrale del Centro Olio Val d'Agri. Un intervento di maquillage che certo non può nascondere l'impatto sulle matrici ambientali esercitato da uno stabilimento che, in base alle direttive Seveso, è classificato a rischio incidente rilevante. Il messaggio rassicurante veicolato dal murales di Sesma e le opere di mitigazione ambientale non possono nascondere a un occhio attento i danni prodotti da 25 anni di attività di ricerca, prospezione e coltivazione idrocarburi, svolte a ridosso di sorgenti, dighe, in aree a rischio sismico e a rischio frana, in un territorio delicatissimo sotto il profilo idrogeologico.Per vedere il reportage: 
http://www.radioradicale.it/scheda/451531/contrasti-cromatici-nella-valle-dellagip-un-reportage-di-maurizio-bolognetti

venerdì 21 agosto 2015

A proposito di no-triv, in Inghilterra la battaglia è più dura


Da noi si combatte contro le prospezioni petrolifere in Adriatico e tutti sono d'accordo (salvo poi a fare distinguo). In Inghilterra, Paese dove l'utilizzazione del fracking è legale, le associazioni di protezione ambientale lottano duramente e chiamano a responsabilità il Governo di Sua Maestà


La Royal Society for the Protection of Birds (R.S.P.B) ha chiesto al governo britannico di introdurre nuove misure che escludano l'uso del fracking (ovvero la tecnica per estrarre gas e petrolio contenuti in certi tipi di rocce presenti nel sottosuolo frantumandole mediante bombardamenti di getti di acqua mista a sostanze chimiche n.d.r.) in tutte le aree protette, tra cui i Siti di Interesse Scientifico Speciale (SSSI), prima di rilasciare qualsiasi nuova concessione.
I 27 "blocchi" di territorio che saranno formalmente offerti alle aziende specializate nel fracking per l'esplorazione, includono 53 SSSI e tre riserve naturali gestite da RSPB: Bucklow Hill, Fairburn Ings e Langford Lowfields.

     Manifestazione anti-fracking nel Sud Inghilterra

Reagendo alle licenze di fracking, che il governo guidato da Cameron sta offrendo, Matt Williams, Dirigente della RSPB per il cambiamento climatico, ha detto: "Il governo sta oggi distribuendo nuove concessioni  fracking ponendo sotto minaccia alcuni tra i nostri siti più preziosi per la  fauna selvatica. Siti di particolare interesse scientifico, come le Cave di ghiaia di Attenborough ed il Sito di Newton & Fairburn Ings, sono "in palio" per le imprese fracking che potranno applicare tale metodo ovunque all'interno di queste aree. Le SSSI sono alcuni dei nostri più importanti siti di fauna selvatica - ha proseguito Williams -. Specie come il martin pescatore, il tarabuso e il quattrocchi, potrebbero essere messe a rischio in questi luoghi speciali che, invece, devono essere protetti dai piani del governo per il fracking. La domanda che richiede una risposta è perché il governo ha iniziato a concedere nuove licenze prima di capire come proteggere i nostri siti più sensibili".
Campo di pozzi petroliferi che usano il fracking
Secondo la RSPB, questa è l'ultima di una serie di decisioni che hanno messo l'ambiente naturale a rischio a causa della crescita dell'industria del fracking. Ai primi di agosto il governo annunciò di voler pianificazione l'accelerazione del processo di rilascio di concessioni per il fracking, annuncio che è venuto solo poco dopo la promessa dello stesso governo, fatta da Amber Rudd - Segretaria di Stato per l'Energia e per il cambiamento climatico - nel mese di febbraio, di vietare il fracking negli SSSI.
La RSPB chiede al governo britannico di chiarire pubblicamente ed in dettaglio come mantenere la promessa di vietare il fracking nelle aree di eccezionale bellezza naturale, nei parchi nazionali, nei siti patrimonio dell'umanità ed in tutte le aree protette, inclusi i Siti di Speciale Interesse Scientifico.